PATER NOSTER
Pader nost,
qe te seet in ciel,
Qe ol to nom al sies santifegad,
Qe ol to regno al vegne,
Qe la to volontaa la sies faita in terra come in ciel
Dar-ga incoe ol nost pan de toets i dé.
Perdona noter i nosts debets
Come po anc noter i ge perdona ai nosts debitor;
E laga miga borlar in tentazion,
Ma liberom del mal.
Insé al sies.
Blog in Lengua Lombarda e la Ca' de la Grafia Classega Reformada - in Milanes e Bergamasch - Articoi po anc in grafea Scriver Lombard
28 ago 2025
Pater Noster in bergamasco - SL
5 ago 2025
Sancte Evangelium Secundum Ioannem
EL VANGEL SEGOND EL GIOANN
In principi gh’era el Verbo,
e ‘l Verbo l’era aprœuv a Dio.
e 'l Verbo l'era Dio.
Lu l’era, in principi, aprœuv a Dio:
Tutt a l’è staa faa per mezz de Lu
E senza de Lu a l’è staa faa nagott de quell che l’è staa faa.
In Lu gh’era la vita
e la vita l’era la lus di omen;
la lus la lusenta ind i teneber
e i teneber l’hann minga vengiuda.
OL VANGEL SEGOND OL GIOANN
In prençepe gh’era ol Verbo,
e ‘l Verbo l’era aprœuv a Dio,
e 'l Verbo l'era Dio.
Lu l’era in prençepe aprœuv a Dio:
tœutt a l’è stacc facc per mezz de Lu
e senza de Lu l’è stacc facc negott de chell che l’è stacc facc.
In Lu gh’era la veta
E la veta l’era la lus di omegn;
la lus la sberlusa ind i tenebre
e i tenebre i l’ha miga vensida.
La pronuncia della lettera O in lingua lombarda, approfondimento
La pronuncia della lettera O nella Lingua Lombarda
È necessario partire parlando della distinzione tra vocale breve e lunga. A dire il vero abbiamo anche vocali di “media” lunghezza in lombardo, ma per semplicità ci limiteremo qui a distinguere breve e lungo, dove lungo comprende anche il medio.
La lunghezza vocalica di questa lettera verrà stabilita, come per qualsiasi altra vocale, in sede di contesto consonantico. Se abbiamo a seguire una doppia consonante la vocale sarà breve, viceversa se abbiamo una consonante singola avremo una vocale lunga. Pensiamo al caso emblematico delle parole pelo e pelle, dove in milanese abbiamo pel e pell. La distinzione è fondamentale ed inconfondibile. Ricordiamo che la lunghezza vocalica è un fenomeno che troviamo sempre ed esclusivamente riferito alle vocali toniche, le vocali atone, infatti, sono sempre ed esclusivamente corte.
Ci sono molti a cui non piace il sistema del contesto consonantico per lo stabilire della lunghezza delle vocali. In questa sede ci limitiamo a rammentare che il sistema nasce oltre quattro secoli addietro e viene utilizzato dai più illustri autori milanese fino ai nostri giorni. Il sistema è resistito fino ai giorni nostri per il semplice fatto che funziona. Chiudiamo questa breve parentesi facendo altresì notare che la lingua tedesca nella sua ultima riforma ortografica, datata 1996 e pienamente in vigore senza eccezioni dal 2005, si è mossa esattamente nella stessa direzione nostra, ovvero, raddoppiando le consonanti dinanzi una vocale breve.
Veniamo ora alla “apertura” della vocale, dove è più semplice procedere ad esempi.
In sede di vocabolario o descrittiva, distingueremo i tre suoni di questa lettera come segue:
Pronuncia aperta (come la O di pòrta in italiano): ò
Pronuncia media (come la O di lago in italiano): o
Pronuncia chiusa (come la U di laguna in italiano): ô oppure ó
Le pronunce aperta e media sono solitamente interscambiabili, laddove il milanese standard vuole una ò, il resto della Lombardia sovente si limita ad una “o” media. Questo, tuttavia, non esclude completamente la ò anche negli altri dialetti lombardi. Vedremo in seguito il dettaglio. Per brevità qui ricordiamo solamente che la ò aperta si trova soltanto nel caso di una vocale tonica. Non esistono ò aperte di vocale atona.
La pronuncia chiusa è caratteristica milanese inconfondibile, infatti il milanese rifiuta completamente la pronuncia media in suo favore. Ci sono casì, però, dove la pronuncia chiusa è onnipresente in tutta la lingua lombarda. Questi ultimi casi sono quasi sempre esclusivamente in sede di vocale tonica. Il milanese invece la vuole anche per le atone.
Precisiamo, infine, che il lombardo soprattutto occidentale possiede le vocali nasali in prossimità delle cosiddette consonanti nasali, ovvero la N e la M. In questi casi la vocale è sempre chiusa. Pensiamo al classico bon, cioè buono, oppure a gent, cioè gente. Nei dialetti orientali, che non utilizzano le nasali, queste parole suonano bô e zét.
Passiamo ora al dettaglio prendendo in esame i due rami principali della lingua lombarda, quello bergamasco e milanese, che presi insieme ci lasciano con una panoramica pressoché esaustiva.
Bergamasco:
O MEDIA e CORTA: la torr, ol besàvol, i diàvoi /o/
O CHIUSA e LUNGA*, oppure NASALE**: pescador, cannon, delbon /u/
Ò APERTA e CORTA: sògn, adòss /ò/
Ò APERTA e LUNGA: porta, coren /o/
*Quando ci riferiamo a vocale lunga o breve parliamo della lingua lombarda nel suo complesso. Nei fatti, poi, il bergamasco la vocale lunga non la pronuncia.
**il bergamasco, così come il bresciano e quasi tutti i dialetti orientali, rifiuta le vocali nasali e ci lascia quindi con una semplice vocale chiusa a suo posto.
Milanese:
O MEDIA e CORTA: la torr, el besàvol, i diàvol /u/
O CHIUSA e LUNGA, oppure NASALE: pescador, cannon, debon /u:/ oppure /u/ nasale
Ò APERTA e CORTA: sògn, adòss /ò/
Ò APERTA e LUNGA: pòrta, còrna /ò:/