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28 ago 2025

Pater Noster in bergamasco - SL

PATER NOSTER

Pader nost, qe te seet in ciel,
Qe ol to nom al sies santifegad,
Qe ol to regno al vegne,
Qe la to volontaa la sies faita in terra come in ciel
Dar-ga incoe ol nost pan de toets i dé.
Perdona noter i nosts debets
Come po anc noter i ge perdona ai nosts debitor;
E laga miga borlar in tentazion,
Ma liberom del mal.
Insé al sies.

22 nov 2023

La lingua bergamasca in Grafia Classica Riformata

Come si scrive il bergamasco in ortografia classica secondo le regole della Grafia Classica Riformata del Belloveso?

Partendo come base dalla ortografia in utilizzo corrente nella provincia di Bergamo, distinguiamo inanzitutto le vocali:

La ü, nota anche come “u lombarda”, si scrive semplicemente “u” e può essere accentata (es. uno lo scriviamo un / ù). È difatti un assurdo pretendere di voler mettere dieresi. Il suono naturale del lombardo per l’equivalente “u” italiano è la “u lombarda”. Pensiamo a: tutti > tucc ; unico > unegh ; ecc.

La ö si scrive in due modi, eu e œu, a seconda della sua etimologia, ovvero se deriva da /u/ scriviamo /eu/ e se deriva da /o/ scriviamo /oeu/ (es. tutti lo scriviamo teucc, cuore lo scriviamo cœur). La necessità della “eu” è per via del fatto che l’uso corrente del bergamasco abbia di fatto perso il distinguo tra la “oeu” e la “u”. Spesso dove in milanese troviamo “u” vediamo il bergamasco rispondere con “oeu”. Pensiamo a: tucc > teucc ; unegh > eunegh ; ecc.. Questo uso tuttavia è vernacolo, non è colto. Il Don Giuseppe Rota ancora scriveva “tucc”. Si consideri anche il fatto che in milanese “tucc” non ha lo stesso valore di “vun” (uno) dove il bergamasco risponde con “u”. Infatti tucc ha sillaba chiusa, ossia finisce in consonante, mentre vun finisce con nasale (la “n” ha valore di nasalizzazione e non di vera e propria consonante pura). La pronuncia di “tucc” anche in milanese tende ad essere chiusa, quasi come fosse “oeu”. Quel “quasi” ormai a Bergamo si è perso, diventando un “vero e proprio”, da cui necessita scriverlo un vero e proprio “oeu”, che però per differenziare l’etimologia conviene scrivere “eu”. Infatti, per tutte le parole in “oeu” si deriva da una “o” iniziale e non da una “u”. Si pensi a: cuore = coeur ; foglia = foeuja ; occhio = oeucc  ; su = seu ; tutti = teutt

La u, nota anche come “u latina o italiana”, si scrive ou e può essere accentata (es. davvero? lo scriviamo del boù?). Esiste anche utilizzo di ó e ô in situazioni particolari, ma conviene quasi sempre scrivere “ou”. Questo è necessitato dal fatto che in bergamasco, a differenza del milanese, si mantiene la pronuncia della “o chiusa” italiana. Si pensi a: ostaria! (/u/ italiana in milanese) = ostaria (o chiusa in bergamasco) ; però: lavor / laor = lavour / laour (si legge sempre /laur/ in entrambi i dialetti).

La é, o “e chiusa”, la scriviamo semplicemente “e” a meno che non vi cada l’accento tonico o ci sia una costruzione particolare (es. è lui? lo scriviamo él lu?). Non ha alcun valore reale questo accento se non di distinguo. Sarebbe in realtà meglio mantenere l’equivalente al milanese, per evitare distinzioni inutile. In milanese abbiamo: eel lù? (dove “ee” indica la “e chiusa” leggermente allungata in pronuncia). Quindi, nell’uso colto, preferiamo: è lui! = l’è lù! ; è lui? = eel lù?

La è, o “e aperta”, la scriviamo uguale, ma non è sempre necessario segnarla in base al contesto consonantico (es. sette lo scriviamo sett e non sèt). Questo accento non segnala necessariamente una "e aperta" siccome può variare da dialetto a dialetto, è da utilizzarsi più che altro come distinguo anche in questo caso. L’uso colto comunque richiederà la “e aperta” anche in pronuncia. Il fatto di scrivere le doppie consonanti ha valore non soltanto etimologico, quindi, come sostiene qualcuno, ma ha un vera e propria funziona anche in pronuncia. Un lombardo infatti non pronuncia alla stessa maniera “sei” (verbo) e “sette” (numero): “te set” / “sett”.
Nota bene che comunque “te set” lo scriveremo “te seet” per coerenza con il milanese, e perché comunque sarebbe giusto allungare leggermente la pronuncia di quella “e”. Il “sett” invece ha una “e aperta” e pure corta, la “t” suona come seguente quasi una piccola pausa: “sè-t”.

La i e la a rimangono inalterate, tranne che nel caso di j, o “i lunga o semiconsonantica”, che utilizziamo quando va a sostituire l’equivalente “gli” italiano (es. luglio lo scriviamo leuj e non löi).
Utilizziamo la j anche in alcuni plurali, solo se cade accento tonico finale (es. i fili i fij , i figli i fioeui , i belli i bej). La j nel caso di plurali rimane comunque una scelta stilistica arcaizzante, mentre nel caso di sostituzione all'equivalente "gli" italiano rimane una scelta di buona grammatica. Possiamo quindi tranquillamente scrivere: i fii, i fioeui, i bei.
Nota bene che in questo caso è necessario “creare una regola” di pronuncia, dove quando si ha una “i finale” (di plurale) la vocale precedente si apre. Ossia, si dice “bè-i” e non “bé-i”.

Esiste possibilità di utilizzo delle dieresi in casi particolari (es. ë, ä, ü) ma lasciamo stare per il momento.

Per tutte le vocali e gruppi vocalici è previsto l'utilizzo dell'accento circonflesso, ad es. â, oû, se ritenuto necessario. Noi riteniamo sia meglio utilizzarlo solo in mezzo alla parola e non alla fine, e comunque che segnali sempre una “n” nasale caduta, e non altre consonanti. Per cui: il ponte = ol poût ; il monte = ol moût ; ma: secessione = secessioù ; davvero? = del boù?

Riguardo una consanante, la più controversa, la Z, non ci sentiamo al momento di pronunciarci. È meglio scrivere: canzone = cansoù , oppure, canzoù? Ma poi, scriviamo: reazione = reassioù, oppure, reazioù? O, addirittura, reazzioù? Ad ogni modo, argomento rimandato.

[...] 

 L'articolo va aggiornato con molti altri contenuti, tra cui le consonanti e gli accenti, ma ad ogni modo con le regole sulle vocali si ha già risolto la grande maggioranza delle questioni più importanti.

6 giu 2023

Plurale in -i milanese: analisi, valorizzazione, normazione

 Come noto il plurale in -i si trova perfettamente diffuso in lingua bergamasca, senza particolari eccezioni; per cui tutti i sostantivi maschili in uscita -l o -ll al singolare, vengono -i (o -ì / -ij) al plurale.

Questo fenomeno si è a poco a poco affievolito nel milanese contemporaneo, soprattutto nell'uso dotto, ma è sicuramente una caratteristica presente in letteratura. La recuperiamo, per la sua restaurazione e valorizzazione, e la analizziamo brevemente.

A differenza del bergamasco, nel milanese questo tipo di plurale è di utilizzo un poco più ristretto. Viene utilizzato solitamente solo laddove si ha -ll (doppia L) finale, in questo caso il plurale dovrebbe essere sempre in -i. Mentre laddove troviamo una -l singola, il plurale rimane invariato. Tuttavia anche per la -l singola si attestano plurali in -i milanese, quindi la regola non è ferrea.
Abbiamo infine alcuni casi fuori norma: citiamo l'arcaico, per il milanese, "el fioeu, i fioeuj" (equivalente al bergamasco "ol fioeul, i fioeui"), che oggi viene "el fioeu, i fioeu".

Dunque, abbiamo:

1) L singola

l'è piasevol (piasévol) N.B. arc. piasevel o piasever (piasével), invariato al plurale

hin piasevol (piasévol) in milanese; i è piasevoi (piasévoi) in bergamasco

l'angiol (arc. angel o anger), l'angel in bergamasco

i angiol (arc. i angel o i anger) in milanese; i angei in bergamasco

l'animal, i animai (sia milanese che bergamasco), o i animal (milanese)

o anche:

el campanil (campanìl), ol campanil in bergamasco

i campanil (milanese), i campanì (o campanij) in bergamasco

 

2) L doppia

el bell

i bej (o bèi)

 e:

el porscell, ol porsèl

i porscej (o porscèi), i porsèi

--

15 mag 2023

Verbo Essere Comparato: Lengua Milanesa e Lengua Bergamasca

 I verbi in Lengua Milanesa e Bergamasca

Indicativ Present, verb vess / ess


Mì son (sont se dopo segue una vocale)

Tì te see (set se dopo segue una vocale)

Lu l’è

Lee l’è

Numm / nun semm

Vialter sii

Lor hinn (o: hin)

-

Mé so

Té te sé (set se dopo segue una vocale)

Lu l’è

Le l’è

Noter a ‘m sè (o: a ‘n sè)

Voter / Oter si

Lour i è

Loure i è

 

Indicativ passaa / passatt

Mì seri

Tì te seret

Lu l’era

Lee l’era

Numm / nun serom (o: serem)

Vialter serov (o: serev)

Lor eren

-

Mé sere (o: sìe)

Tè te seret (o sìet)

Lu l’era (o: ìa)

Le l’era (o: ìa)

Noter a ‘m / 'n sera (o: a 'm / 'n sìa)

Voter / Oter serev (o: sìev)

Lour i era

Loure i era

 

Participi passaa / Partesepe passatt

Staa

Stada

Staa

-

Stacc

Stacia

Stacc

Stacie

 

21 mar 2023

Utilizzo della lettera H

 La lettera H in lingua milanese e bergamasca svolge due ruoli fondamentali.

Dal punto di visto fonetico semplice è completamente muta, così come in italiano.

Il primo ruolo, il più importante, è come segnale fonetico di “stop”, ovverosia dopo una consonante o gruppo consonantico ci indica che tutto ciò che segue, sia esso vocale o consonante, non altera la pronuncia della prima. Questo è più facile da esemplificare che a dirsi ed è sostanzialmente identico all’italiano, con alcune minime differenze.

Esempi: chell lì, el lagh, ol shciettì

La differenza con l’italiano riguarda il secondo esempio, ossia in finale di parola. A differenza dell’italiano, per mantenere il suono duro della G e della C, è da segnalarsi con la -h finale.

Infatti, abbiamo leg * (leggere), tanc (tanti), e così via, ove la pronuncia è morbida in finale.

Il terzo caso è particolare e non è di utilizzo obbligatorio. Si tratta di indicare che la -s non viene modificata in pronuncia da quanto segue. Tradizionalmente si è optato per l’apostrofo: s’ciett, s’cenna, s’giaff, e così via.

Il secondo ruolo di questa lettera muta è prettamente slegato dal diacritico "fonetico" ed è diacritico "puro", ossia ci serve per distinguere una parola da un’altra che altrimenti sarebbero indistinguibili.

Il caso più comune riguarda alcune voci del verbo avere, in maniera similare all’italiano, ma ci sono alcuni altri casi. Diamo di seguto gli esempi più comuni.

 Lor hin **(essi sono), per distinguere da “in” preposizione. A la matina lor hin in giesa, quej alter hin in del bosch.

Lu el g’ha *** (lui ha), lor g’han o g'hann (essi hanno), speculari all’italiano, per distinguere da “a” preposizione ed "an" (il luogo anatomico) ed “ann (anno).

Casi particolari:

Lu el g’heva, lu ‘l g’hiva, lu ‘l g’hìa (lui aveva)

Quanto sopra ci serve per distinguere dal verbo essere che utilizza in certi dialetti la stessa forma, ossia lu l’eva, lu l'iva, lu l'ìa (lui era)

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* anche legg (contemporaneo) e lesg (primo moderno). Probabilmente tutte le -g singole finali nel Cinquecento venivano in -sg

** anche lor hinn

*** La grammatica del Beretta preferisce utilizzare gh' anche laddove segue un verbo in h- iniziale: lu el gh'ha

1 gen 2023

Il Bergamasco in Grafia Classica: GIUSEPPE ROTA (Josep Reuda) - e traduzione

GRAFIA ORIGINALE

Capitol Prim, Contra i Spirigg Forgg

Fagg da Don Josep Reuda, Curat de S. Salvadour

E Dedicat al so Gran Patrou, ol Scior Cavalier Cont Andrea Sech Suard

Berghem, MDCCLXXII .


… Se però sto me’ scriff al v’ è u suplissi, tasì, e tegnif i vosgg danèr in tasca. Se ‘l piàs al Cavalier Cont de Moasca, al me basta per mille ol sò giudissi …

... Se a parlà in Ciesa in bergamasch as sent la religiòu …

… come farai, i’ replica, a capì sto scrigg i Melanis, Bolognès, Romagneui, e Fiorentì, e i Savojargg, e po i Napolità? …

... Tuta sta zèt, che ho digg, stè pur sìgùr che un aca no i rivarà a tèu fò de sto mè scrigg. E’ la mò questa una rasòu che taca? Mi per efett de ver amòur, de stima, lavori e pensi in prima a i mè compatriogg a i mè terèr; e dopo, se ‘l men vansa, a i forestèr ...


GRAFIA CLASSEGA REFORMADA / GRAFIA DEL GEROND

Capitol Primm, Contra i Spiricc Forcc

Facc da Don Iosepp Rœuda, Curad de S. Salvador

E Dedicat al sò Gran Patròu’, ol Scior Cavalier Cont Andrea Secch Suard

Berghem, MDCCLXXII

… Se però sto mè scriv al v’è u supplizi, tasii, e tegniv i voscc daner in tasca. Se ‘l pias al Cavalier Cont de Moasca, al me basta per mille ol sò giudizi …

Se a parlà in Ciesa in bergamasch as sent la religiòu’ …

… come farài, i replica, a capì sto scricc i Melanis, Bolognes, Romagnœui, e Fiorentì’, e i Savoiarcc, e pò i Napolità’? …

Tutta sta sgét, che ho dicc, stee pur sigur che un acca nò i rivarà a tœu fò de sto mè scricc. Eela mò questa una rasòu’ che tacca? Mì per effett de ver amor, de stima, lavori e pensi in prima ai mee compatriocc ai mee terrer; e dopo, se ‘l men vanza, ai forester …


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Traduzion in Milanes

Capitol Primm, Contra i Spirit Fort

Faa da Don Iosep Roeuda, Curaa de S. Salvador

E Dedicaa al so Gran Patron, el Scior Cavalier Cont Andrea Sech Suard

Bergom, MDCCLXXII .


… Se però sto mé scriv al v’è on supplizzi, tasii, e tegnii i vost danee in tasca. Se el pias al Cavalier Cont de Moasca, el me basta per milla el sò giudizzi …

... Se a parlà in Giesa in bergamasch se sent la religion …

… come farann, i replichen, a capì sto scritt i Milanes, Bolognes, Romagnoeui, e Fiorentin, e i Savoiard, e poeu i Napolitan? …

... Tutta sta gent, che hoo ditt, stee pur sigur che on acca no rivarann a toeù-foeura de sto mé scritt. L'è mò questa ona rason che tacca? Mi per effett de ver amor, de stima, lavori e pensi in primma a i mé compatriott a i mé terree; e dopo, se el me 'n vanza, a i forestee ...

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Grafia comuna in sul model de [Meneghin 2006]

.. Se però sto mé scriver al v'è un supliçi, tasii e tegnii-v i vostg daner in tasca. Se 'l płas al Cavalier Cont de Moasca, al me basta per mille ol sò judiçi ..


.. Se a parlar in Tgesa in bergamasc as sent la relijon ..


.. come farà-i, i replica, a capir sto scritg i Melanis, Bolognes, Romagneui, e Fiorentin, e i Savoiartg, e pò i Napolitan?


.. Tuta sta gent, che hoo ditg, stee pur sigur que un aca no i rivarà a teur fò de sto mé scritg. È-la mò qüesta una rason que taca? Mi per efet de ver amour, de stima, lauri e pensi in prima a i mee compatriotg a i mee terer; e dopo, se 'l me vança, a i forester ..


24 nov 2022

I numeri in lingua milanese e bergamasca

 Lengua milanesa

Vun / veuna, duu / dò, trii / trè, quatter, cinq, ses, sett, vott, nœuv, des, vundes, dodes, trèdes, quattordes, quindes, sèdes, dersett, desdott, desnœuv, vint, vintun, vintiduu, vintitrii, vintiquatter, ... trenta, trentun, trentaduu ... quaranta, cinquanta, sessanta, settanta, vottanta, novanta (noanta), cent, centvun, dusent, tresent, quattercent, cinqcent, mila, mila e vun, mila e cent, desmila, centmila, milion, miliard

 Lengua bergamasca

Ù / euna, dou / dò, tri / trè, quatter, çiq (siq), ses, sett, ott, nœuv, des, undes / eundes, doudes, tredes, quattordes, quindes, sedes, dessett, desdott, desnœuv, vinte ('ìnte), vintù(n), vintedou ... novanta (noanta) ... çent (sent), dusent / deusent, .. méla, doumela, ... miliou, miliard

2 nov 2022

I Pais de la Provincia de Berghem

 I País de la Provincia de Berghem

Àl Brembana

Surisel, Potranga (Pout* de Ranga), Élla d'Almè, Sedrina, Zògn, Bracca, Algua, Còsta Serina, Cornalba, Serina, Oltra ‘l Còll, Dossena, San Pelegrì, San Gioann Bianch, Talegg, Édeseta, Ubial Clanezz, Brembilla, Blell, Gerousa, Camerada, Lenna, Piazza, Àlnigra, Mòj, Roncobell, Foundra, Branz, Carouna, Fòppol, Àlléf, San Simoù, Cassej, Œurniga, Àltorta, l’Oulem, Piazzœul, Piazzatorr, Mezzolt, Vrera (Avrera), Santa Brigida, Cus

 

*oltre manere de scriff:

Pont de Ranga o Po't de Ranga o Pót de Ranga o Pût de Ranga o Pôt de Ranga (Put de Ranga NO!)