6 giu 2023

Plurale in -i milanese: analisi, valorizzazione, normazione

 Come noto il plurale in -i si trova perfettamente diffuso in lingua bergamasca, senza particolari eccezioni; per cui tutti i sostantivi maschili in uscita -l o -ll al singolare, vengono -i (o -ì / -ij) al plurale.

Questo fenomeno si è a poco a poco affievolito nel milanese contemporaneo, soprattutto nell'uso dotto, ma è sicuramente una caratteristica presente in letteratura. La recuperiamo, per la sua restaurazione e valorizzazione, e la analizziamo brevemente.

A differenza del bergamasco, nel milanese questo tipo di plurale è di utilizzo un poco più ristretto. Viene utilizzato solitamente solo laddove si ha -ll (doppia L) finale, in questo caso il plurale dovrebbe essere sempre in -i. Mentre laddove troviamo una -l singola, il plurale rimane invariato. Tuttavia anche per la -l singola si attestano plurali in -i milanese, quindi la regola non è ferrea.
Abbiamo infine alcuni casi fuori norma: citiamo l'arcaico, per il milanese, "el fioeu, i fioeuj" (equivalente al bergamasco "ol fioeul, i fioeui"), che oggi viene "el fioeu, i fioeu".

Dunque, abbiamo:

1) L singola

l'è piasevol (piasévol) N.B. arc. piasevel o piasever (piasével), invariato al plurale

hin piasevol (piasévol) in milanese; i è piasevoi (piasévoi) in bergamasco

l'angiol (arc. angel o anger), l'angel in bergamasco

i angiol (arc. i angel o i anger) in milanese; i angei in bergamasco

l'animal, i animai (sia milanese che bergamasco), o i animal (milanese)

o anche:

el campanil (campanìl), ol campanil in bergamasco

i campanil (milanese), i campanì (o campanij) in bergamasco

 

2) L doppia

el bell

i bej (o bèi)

 e:

el porscell, ol porsèl

i porscej (o porscèi), i porsèi

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