3 mar 2023

Plurale in -cc Milanese - Recupero e valorizzazione

 Come noto il plurale in -cc (scritto anche -gg) si trova perfettamente diffuso in lingua bergamasca, senza particolari eccezioni; per cui tutti i sostantivi maschili in uscita -t, -tt, e -d al singolare, vengono -cc al plurale.

Questo fenomeno è a poco a poco svanito nel milanese contemporaneo, ma è sicuramente una caratteristica presente in letteratura. La recuperiamo, per la sua restaurazione e valorizzazione, e la analizziamo brevemente.

A differenza del bergamasco, nel milanese questo tipo di plurale è di utilizzo assai ristretto. Viene utilizzato infatti soltanto negli aggettivi e non nei sostantivi.

Nello specifico, abbiamo due casi:

Singolare

Tutt, tutta

Tant, tanta

Plurale

Tucc / tutt(i)*

Tanc(i)** / tant(i)

 

* la -i finale può essere introdotta od omessa per eufonia. La forma scevra è la norma.

** tradizionalmente con una sola -c finale, ma è tollerabile la versione -cc ; lo stesso applicasi dunque al bergamasco, posto che la -g o -c singola dev'essere sempre a riflesso di una -t singola. Ossia, se il singolare ha due -tt, ritieniamo di obbligo la doppia -cc (per cui: tutt, tucc ; tant, tanc). Ricordiamo che tutte le parole che finiscono -c e -g dura (es. anch, lagh) hanno sempre la -h finale obbligatoria, confermando che senza la -h sono da leggersi morbide.

Repetita iuvant, nei sostantivi questo fenomeno non avviene.

Per cui, in bergamasco: i mercangg / i mercancc  ; in milanese: i mercant

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